Prosegue la nostra inchiesta sull’uso di tecnologie e sulla nuova metodologia di allenamento nel gioco del calcio. Un calcio a tutto tondo dove il divario tra quello di elite e quello di base impedisce spesso la scoperta e lo sviluppo del talento.
Con Riccardo Carrai – direttore tecnico di centri fitness, responsabile della preparazione fisica in numerose squadre dilettantistiche di calcio di serie D e Eccellenza, personal trainer di giocatori dilettanti e professionisti anche nel rugby dove è stato responsabile della preparazione fisica per squadre di serie A-B, nel motociclismo dove ha seguito alcuni piloti partecipanti al campionato mondiale Superbike-Supersport, nel tennis e nel Beach tennis – facciamo il punto su sviluppi, riscoperte e diversità dei metodi di allenamento.
L’integrazione dell’allenamento con i pesi nel calcio si è evoluta nel corso degli anni al pari delle richieste fisico-atletiche per i giocatori. Il sempre maggior numero di impegni fra campionato, coppe e nazionali, con relative trasferte e l’aumento del numero di km percorsi e degli sprint massimali durante una partita, richiedono un approccio all’allenamento in palestra totalmente diverso rispetto al passato.
Se un tempo si temeva che l’uso dei pesi rendesse i giocatori “legati” o lenti, oggi è chiaro che la forza muscolare è il prerequisito fondamentale per la velocità, l’esplosività e, soprattutto, la prevenzione degli infortuni. L’allenamento in palestra è uno “strumento” a disposizione dei preparatori atletici e degli allenatori per andare a toccare quei parametri fisiologici difficilmente allenabili in campo.
Appurato dunque che esistono benefici derivanti dall’implementazione di sessioni di allenamento con i pesi nel calcio, è importante notare le differenze nell’approccio fra i professionisti e i dilettanti in termini di frequenza, mezzi e metodi di allenamento di questa capacità. Vi è inoltre una sostanziale differenza di obiettivi nelle varie fasi dell’anno che rendono il programma di lavoro diverso al mutare delle priorità del momento.
1. Utilità e ambiti di intervento del preparatore
L’allenamento della forza nel calcio non serve a costruire grandi volumi muscolari (ipertrofia fine a se stessa), ma a migliorare il reclutamento neuromuscolare. Gli ambiti su cui si concentra il lavoro del preparatore fisico riguarda sostranzialmente tre aree:
• Prevenzione infortuni: una muscolatura forte senza grosse asimmetrie, un corsetto addominale stabile e un giusto equilibrio fra la parte superiore e inferiore del corpo, riducono il rischio di infortuni durante l’attività agonistica.
• Performance: esiste una correlazione diretta tra la forza muscolare e gli altri parametri condizionali come la velocità nello sprint e la possibilità di ripeterli nel tempo alla massima intensità possibile
• Economia di corsa: Maggior forza muscolare uguale a miglioramento della “stiffness”
ovvero aumento capacità di riuso dell’energia elastica ad ogni passo.
2. Differenze: Professionisti vs Dilettanti
Professionisti
FREQUENZA 2-4 sessioni a settimana
Dilettanti
FREQUENZA1-2 sessioni, spesso trascurate per mancanza di tempo.
Professionisti
MONITORAGGIO Uso di tecnologie VBT (Velocity Based Training) per misurare la velocità del movimento o altre tecnologie per la gestione dei carichi di lavoro
Dilettanti
MONITORAGGIO Basato sulla percezione dello sforzo (RPE) o carico fisso.
Professionisti
OBIETTIVO Mantenimento della potenza e gestione dei carichi di lavoro durante tutto l’anno
Dilettanti
OBIETTIVO Spesso limitato alla sola fase di preparazione estiva.
Professionisti
STAFF Preparatori atletici dedicati.
Dilettanti
STAFF Spesso un unico allenatore per tutto.
3. La Periodizzazione dell’Allenamento
Off-Season (Vacanze)
È il momento per colmare le lacune. Si lavora sull’ipertrofia funzionale e sulla correzione degli squilibri muscolari. È l’unico periodo in cui si può cercare un aumento della massa muscolare senza temere l’interferenza con le partite.
Pre-Season (Ritiro)
Si trasforma la forza guadagnata in potenza. Si utilizzano esercizi multiarticolari (Squat, Stacchi, Girate olimpiche) e si inizia a lavorare sulla pliometria (salti e balzi) per trasferire la forza sul campo.
Stagione Agonistica (In-Season)
L’obiettivo è il mantenimento. Le sessioni sono brevi (30-45 minuti) ma intense. Si eseguono poche ripetizioni con carichi alti per mantenere attivo il sistema nervoso senza generare eccessiva fatica metabolica.
Maurizio Fanciullacci




