Una festa rovinata ma non troppo

Una Fiorentina penosa per quel che è. Una Fiorentina gioiosa per quel che era.
Fischi per la squadra presa a sberle dal Frosinone, festa e tripudio per celebrare il centenario della Viola.

All’Artemio Franchi, nel giro di quasi sei ore – dalle 18,30 inizio del match a mezzanotte conclusione della kermesse – il popolo viola sugli spalti e l gigliati sul campo, si sono riuniti e uniti. Uniti in una sconfinata passione, uniti dal calcio linguaggio comune, uniti a volere il sempre meglio per la Fiorentina e per Firenze.

Così la commozione dei viola per sempre che tra applausi e cori e trepidazione sono sfilati in campo. Da Claudio Ranieri a Rui Costa, da Prandelli a Batistuta al ricordo per David Astori, passando per Chiarugi, Galli, Ribery Dunga, Edoardo Bove in video, e tanti altri dal secondo scuetto a oggi.
Tutti lì con gli occhi lucidi.

E tutti lì i ragazzini e le ragazzine del settore giovanile che a decine e decine saltavano di gioia al cospetto di tanti campioni.
Tutti lì allineati in campo a conoscere la storia e la cultura Fiorentina, raccontata o rappresentata con danze, musiche rock e liriche, fuochi d’artificio, effetti speciali proiettati nel cielo scuro dietro la Torre di Maratona.

Un’alchimia di suoni, colori, sentimenti, di pubblico e di attori, L’alchimia del calcio.

L’alchimia che ha rapito lo stadio, che ha coinvolto il Franchi nell’emozione dei suoi campioni.
Alchimia come quando il drone ha pescato a caso un tifoso o una tifosa per imitare i gesti iconici di tanti campioni: come ad esempio la mitraglietta di Batistuta o il violino di Gilardino.

Alchimia che ha sviluppato fuori dal megaschermo il nonno e il nipotino narranti la storia della Fiorentina. Armonia di pixel e tenerezze si sono incarnati in uno sky box, per poi discendere, il vecchio e il bambino, sul palco ad accarezzare la maglia del mitico 10.

Un’alchimia che non ha fatto dimenticare i fischi per la prima squadra, quelli del dopo partita, quelli durante la festa. E allora ecco che Catherine e Giuseppe Commisso, anche in nome del compianto Rocco Benito Commisso, hanno rassicurato e assicurato il massimo impegno e vi voglio bene, hanno richiamato all’unità, hanno strizzato l’occhio all’assente Giancarlo Antognoni. E hanno raccomandato per la Fiorentina una benedizione. “Ce ne è bisogno” ha silenziosamente accolto il popolo viola.

Maurizio Fanciullacci

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