Se a Firenze infuria la polemica sull’ipotesi di modificare lo stadio Artemio Franchi progettato da Pierluigi Nervi nel 1930-1932 e se il calcio, in particolare la Fiorentina, per avere uno stadio al passo con i tempi, deve fare i conti con i vincoli imposti dalla Soprintendenza a tutela di un bene culturale di fama mondiale, ben diversa storia si sta vivendo, sempre in territorio gigliato e sempre nel segno delle opere d’arte di Pierluigi Nervi, a Castefiorentino dove il Comune e la Federazione Ciclistica Italiana si stanno rimboccando le maniche per realizzare un velodromo nel Paraboloide dell’ex Montecatini. Ovvero recuperando un immenso complesso di cemento – si parla di 36mila metri quadrati e 80mila metri cubi – che dal 1948 svolgeva la funzione di magazzino di sostanze chimiche. I Paraboloidi sono caratterizzati da maestose volte in cemento armato, che uniscono perfettamente funzionalità ed estetica, e che con le loro coperture paraboliche hanno conquistato una posizione di tutto rispetto nell’architettura industriale legata al Movimento Moderno. Strutture maestose, originariamente concepite per la custodia dei dirigibili, come dimostrano i due hangar di Orly, del 1923-1924, di cui In Italia se ne possono contare 91 realizzati tra il 1920 e il 1970 per gli scopi industriali suddetti. Di questi alcuni sono stati già recuperati per i più diversi usi ma l’ambizione nascente a Castelfiorentino è quella di dar vita a un polo sportivo di eccellenza per il Ciclismo su Pista, destinato a fare di Castelfiorentino un punto di riferimento a livello nazionale per questo sport. Il Sindaco Alessio Falorni ha già avviato contatti con la Federazione Ciclistica Italiana, avendo nel frattempo incassato una disponibilità da parte della Sovrintendenza, la quale si è dichiarata favorevole a dare il suo benestare per la realizzazione del progetto. Sul piatto ci sono già 7 milioni e mezzo di euro (in parte destinati alla realizzazione di otto alloggi popolari che saranno ricavati grazie alla demolizione dei due edifici che si trovano accanto al Paraboloide) e che consentiranno di far partire l’opera, per la quale si conta di ottenere ulteriori fonti di finanziamento dalla Regione Toscana.
Sul Velodromo si potrebbe praticare una delle principali discipline dello sport a pedali ma non sarabbe la sola attività a svilupparsi in una struttura come il Paraboloide: queste infrastrutture possono infatti assumere una funzione polivalente, che utilizzano lo spazio interno del circuito anche per altre attività. Esempi virtuosi di questo tipo esistono in Europa (Svizzera, ad esempio) ma in Italia sarebbe una novità assoluta.
Il valore aggiunto di questo progetto sarebbe inoltre la possibilità di poter conciliare la tutela di un edificio vincolato dalla Sovrintendenza con l’esigenza di una sua piena fruizione a livello sportivo, valorizzando una disciplina che a Castelfiorentino vanta una lunga tradizione, e che negli ultimi anni ha fatto crescere due professionisti del calibro di Alberto Bettiol e Kristian Sbaragli.
“Abbiamo già avuto un confronto positivo con la Sovrintendenza – ha sottolineato il Sindaco, Alessio Falorni – e siamo pronti a dar vita al progetto che potrebbe riconvertire l’opera di Pier Luigi Nervi in un polo sportivo di eccellenza per il ciclismo su pista”. Riteniamo che sia un’opportunità straordinaria – ha aggiunto il Sindaco – che servirà non solo a concludere il progetto di recupero dell’ex Montecatini e a valorizzare l’immobile principale, ovvero il Paraboloide, ma anche a creare una leva di sviluppo per Castelfiorentino, grazie alla collaborazione con un soggetto importante e strutturato in grado di assicurare un consistente afflusso di presenze. Confidiamo che possa essere il progetto giusto per la Federazione Ciclistica Italiana, che di infrastrutture come questa hanno così tanto bisogno”
“L’idea di un Velodromo a Castelfiorentino – osserva Cordiano Dagnoni, presidente della Federazione Ciclistica Italiana – è sicuramente suggestiva e affascinate. In Toscana la tradizione ciclistica è fortissima, visto l’elevato numero di campioni che questa terra ha saputo portare in dote al nostro movimento. Per questa ragione ritengo che l’idea di un Velodromo, proprio qui, sia da ritenere assolutamente valida. La zona è infatti strategica dal punto di vista logistico in una parte d’Italia in cui non esistono velodromi coperti. La nascente struttura potrebbe infatti diventare un punto di riferimento per l’attività non solo della Toscana, ma anche delle regioni limitrofe e di tutto il Sud Italia. Un impianto sportivo, magari polivalente, da sfruttare per ben 12 mesi l’anno. Esistono esempi bellissimi in tutta Europa di velodromi virtuosi. Vi auguro di realizzare questo bellissimo progetto”.
Maurizio Fanciullacci
Fonte e foto fornita da Ufficio Stampa Comune di Castelfiorentino